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Intervento
Extraterrestre a Fatima
Le testimonianze,
celate per decenni dal
Vaticano, del
più importante evento
mariano nella storia della religione Cattolica.

di Cristoforo
Barbato
Il 13 Maggio 1917 la
località portoghese Cova da Iria, vicino Fatima, fu teatro
di una serie d’apparizioni “miracolose” i cui protagonisti
principali furono
tre pastorelli, Lucia dos Santos e
i due cuginetti Francesco e Jacinta Marto, divenuti poi noti
come i veggenti di Fatima. Occorre precisare, che già
durante i due anni precedenti i tre fanciulli avevano
assistito ad insoliti eventi, il primo nel 1915 quando,
assorti nelle loro preghiere, videro sugli alberi della
vallata una nuvola più bianca della neve, trasparente
e dalle sembianze umane. L’anno seguente, mentre i bambini
stavano per accingersi a pregare, videro improvvisamente
giungere da Est, sopra il bosco, una luce splendente,
bianca, che prese le sembianze di un ragazzo trasparente
“più brillante di un cristallo penetrato dai raggi del sole
e di celestiale bellezza”. Quella figura di luce
comparve numerose volte, durante i mesi estivi, sempre nella
valle della Cova da Iria. E fu qui che quel fatidico 13
maggio ai tre testimoni riunitisi con un certo numero di
fedeli, in quanto avvertiti precedentemente da un “angelo”
annunciatore, comparve una giovane donna luminosa che
ritennero essere la Vergine Maria (va ricordato che i
ragazzi del tutto analfabeti praticavano solo la piccola
chiesa locale). Da allora, per ben sei volte ed esattamente
il 13 d’ogni mese ai piedi di un Ulivo l’entità celeste si
manifestò a sempre più fedeli accorsi data la presunta
natura divina dell’evento. In genere, le apparizioni della
“Signora” erano preannunciate da “inusuali” manifestazioni
nel cielo. La prima volta, stando a quanto dichiarò
all’epoca Lucia, un riflesso di luce che si avvicinava
anticipò la comparsa della Vergine. Manifestazioni, a cui fu
testimone anche l’allora Vicario Generale di Leira il quale
dichiarò: “Alzo gli occhi e mi metto a guardare con
grande sorpresa vedo distintamente un globo luminoso che si
muove verso occidente, spostandosi lento e maestoso
attraverso lo spazio…Di repente, però, ecco il globo con la
sua luce straordinaria scomparire ai nostri occhi. Accanto a
noi stava una bambina…(Lucia dos Santos) che piena di gioia
gridava: “La vedo! La vedo ancora! Adesso scende giù!”.
“Passati alcuni minuti - continua il Vicario - la
bambina continua di nuovo a gridare: “Eccola! Sale un’altra
volta!”. E continuò gridando e seguendo il globo con lo
sguardo, finché scomparve nella direzione del sole…Cosa
pensi tu di quel globo? - domandò il Vicario - “Era
la Madonna” rispose senza esitare….I pastorelli in una
celeste visione avevano contemplato la Madre di Dio in
persona; a noi era stato concesso di veder il veicolo che
l’aveva trasportata dal cielo all’inospitale Serra d’Aire”.
Una considerazione, quest’ultima, che non restò isolata
in quanto come riportato dal libro “Le Meraviglie di Fatima”
del Da Fonseca, numerosi testimoni ritennero che il globo
fosse un aeroplano di luce venuto a portare la Madonna
all’appuntamento con i pastorelli, per poi riportarla in
Paradiso.
I fiocchi di neve
e il miracolo del sole
I veri fenomeni
“sconcertanti”, però, avvennero durante la quinta e sesta
(l’ultima) apparizione. Nella prima occasione, dov’erano
presenti circa 20.000, subito dopo il passaggio del solito
globo luminoso si verificò una pioggia di corpuscoli di
colore bianco simile a fiocchi di neve che si dissolsero
nell’aria prima ancora di toccare il terreno. Un fenomeno
che fu ritenuto misterioso o comunque di carattere divino,
ma che oggi grazie allo studio del fenomeno UFO è stato
classificato con il termine di
capelli d’angelo
o bambagia silicea spesso riscontrata al passaggio di
UFO. Il 13 Ottobre, invece, avvenne qualcosa di eclatante in
quanto a testimonianza dell’incredibile evento furono
presenti circa 60-70.000 persone. Quel giorno l’enorme folla
ed alcune autorità ecclesiastiche nonché diversi giornalisti
si era radunata per poter assistere al “miracolo” che era
stato preannunciato, dalla signora di luce, il mese
precedente. Ignara di cosa dovesse accadere, la folla
fradicia a causa
dell’incessante pioggia, guardava
nel luogo dov’erano presenti i tre pastorelli. A mezzogiorno
Lucia, dopo aver chiesto di
chiudere gli ombrelli,
invita tutti a guardare il “sole”, comparso dopo che le nubi
si erano improvvisamente squarciate, che inizia a evoluire
nel cielo. La folla atterrita osserva l’astro mutare in una
ruota di fuoco che invia i suoi raggi di diversi colori in
ogni direzione per poi discendere a zig-zag sulle proprie
teste fermarsi per alcuni istanti e ripartire con un
movimento spiraliforme verso il cielo per poi arrestarsi e
riprendere la sua attività. Ma lo stupore non finì lì, dato
che non solo i vestiti degli
astanti ma perfino la
terra, anch’essa zuppa d’acqua, risultavano
“inspiegabilmente” asciutti. Si iniziò a gridare al
miracolo o meglio al “miracolo del sole” (V. art. "Fatima: Il prodigio del “sole”, Pio XII e gli UFO"), anche se come riportato allora
dalla stampa locale, quel giorno, come ebbe a dichiarare ai
giornalisti, il direttore dell’osservatorio di Lisbona,
“nessuna perturbazione cosmica era stata segnalata”.
Qualcuno, a questo punto, si sarà domanderà ma, allora, cosa
realmente è accaduto nei pressi di Fatima e chi o che cosa
si è manifestato, dato che nonostante siano trascorsi più di
ottant’anni la Chiesa non si è espressa chiaramente e
definitivamente su alcuni aspetti dell’intera vicenda?
Fatima: una
connessione Extraterrestre?
Alcuni ufologi, me
compreso, ritengono che le presunte apparizioni della
Madonna di Fatima, ma soprattutto il famoso “miracolo del
sole” presentino diverse e forti similitudini con gli
avvistamenti di UFO. Tra i ricercatori che sostengono la
tesi ufologica piuttosto che religiosa, vi sono Jacques
Vallée, Paul Misraki ed altri, ma un importante contributo
ad una simile ipotesi è giunto dal lavoro svolto dai
ricercatori portoghesi
Joaquim Fernandes e Fina
d’Armada. Il primo è professore di Storia presso
l’Università
Fernando Pessoa di Porto,
Portogallo; i suoi interessi di
ricerca includono storia della scienza e antropologia
comparata di religione, con un'enfasi sui fenomeni anomali;
inoltre dirige il
Progetto MARIAN (Multicultural Apparitions Research
International Academic Network -
Struttura Accademica di Ricerche
Internazionali e Pluriculturali sulle Apparizioni Mariane).
La d’Armada invece è una storica
con un
Master in Studi Femminili ed ha scritto cinque libri sulle
Apparizioni di Fátima, tutti basati su documenti originali
tenuti nell’archivio - tre scritti insieme con Fernandes - e
centinaia di articoli.
La loro inchiesta cominciò
nel 1978
dopo alcuni anni
di intensi sforzi, i due studiosi sono riusciti a
raccogliere un’impressionante quantità di documenti e
testimonianze precise per non dire definitive che
suggeriscono una nuova matrice sulle apparizioni mariane
avvenute a Fatima e non solo. Entrambe, a questo punto,
decisero di analizzare attentamente le prime apparizioni e
soprattutto di ritrovare la prima immagine dell’entità, così
come risultava descritta da tutte le iniziali testimonianze
dei bambini prima che fossero influenzati dai modelli
religiosi. Nel 1981, i due ricercatori pubblicarono
un libro (copia di cui posseggo e da cui ho tratto alcuni
dati contenuti nell’articolo) di 460 pagine intitolato “Intervenção
Extraterrestre em Fátima - As aparições e o fenómeno
ovni” (Intervento Extraterrestre a Fatima – le apparizioni
ed il fenomeno UFO) Libraria Bertrand Sarl, Lisboa 1981,
pubblicato nuovamente dalla Editorial Estampa di Lisbona nel
’95, in una versione aggiornata, sotto il titolo di “Le
apparizioni di Fatima ed il fenomeno UFO” (Inoltre lo
scorso anno è stata data alle stampe una nuova versione
inglese,
risultato di
venticinque anni di ricerche,
intitolata:
Heavenly Lights
-
The Apparitions of Fátima and
the UFO Phenomenon ndr.).
Nel volume è scritto
che in virtù di un permesso rilasciato alla D’Armada, fu
possibile visionare i manoscritti dell’inchiesta
parrocchiale depositati nell’archivio segreto del santuario
di Fatima da cui emersero informazioni e fatti. Questa vasta
ricerca, durata circa sei anni – si tratta dello studio più
dettagliato su questo tema, che sia mai stato pubblicato –
al contrario della maggior parte dei testi che trattano
questo argomento, è basata su fonti di prima mano,
interrogatori originali e dichiarazioni rilasciate dai tre
principali testimoni delle apparizioni, Lucia, Francisco e
Jacinta, oltre ad un gruppo selezionato di un centinaio di
testimoni oculari. I due ricercatori hanno scoperto alcuni
particolari interessanti ed ignoti sugli eventi occorsi nel
1917 che li hanno portati a concludere che la natura
dell’intera fenomenologia mariana in realtà presentava forti
ed evidenti implicazioni extraterrestri. La testimonianza
più importante (avvenuta per la prima volta nel ’78, dopo
aver raccolto sul luogo informazioni sulla persona e di cui
si fa accenno più avanti) e determinante per l’inchiesta fu
quella della cosiddetta “quarta testimone“, una certa
Carolina Carriera (deceduta lo scorso anno ndr), le cui
osservazioni dirette e resoconti non erano mai state
rivelati prima e che furono sistematicamente ignorate dalle
commissioni d’inchiesta ufficiali dell’epoca, ma che
fortunatamente furono rinvenute dai due ricercatori nella
documentazione inedita (forse segreta).
La Carreira descrive
“un contatto di tipo telepatico con un essere biondo e di
piccola statura che instillò nella sua testa un ordine
ossessivo così descritto: “Vieni qui e recita tre Ave Maria.
Vieni qui e recita tre Ave Maria .....”. Inoltre, venne
raccolta una sorprendente descrizione da parte di Lucia,
quando, intervistata dal giornale locale “Parochial Enquiry”
parlò di una “signora molto luminosa, alta circa
un metro e dieci centimetri, dall’apparente età di 12 o 15
anni, che indossava un abito molto aderente: una gonna
stretta, una giacca ed un mantello, tutti decorati da
cordoni dorati cuciti sopra, sul capo portava qualcosa che
le nascondeva i capelli e le orecchie, gli occhi erano neri,
aveva, inoltre, dei cerchietti ai lati del collo. Veniva
dall’alto e svaniva gradualmente nella direzione opposta,
non eseguiva movimenti facciali e non muoveva le labbra ma
solo le mani di tanto in tanto. Aveva una sfera luminosa
nella mano sinistra tenuta all’altezza della vita e voltava
le spalle ai testimoni quando se n’andava”.
Lo studio dei
documenti e i test in laboratorio
I ricercatori,
hanno, tra l’altro, ricostruito gli spostamenti della
Signora luminosa (la cui descrizione è chiaramente non
conforme alla classica iconografia mariana) fino a luogo
dove avveniva l’incontro con i tre pastorelli. Dall’analisi
degli incartamenti esaminati i ricercatori stabilirono che
l’entità si muoveva all’interno di un fascio luminoso
troncoconico che si allungava e ritraeva proveniente da una
“nube” che, a differenza delle altre, procedeva controvento.
La presenza del fascio luminoso venne confermata dalla
testimonianza diretta di Gilberto dos Santos che per ben due
volte poté scorgere un
fascio di luce, che dall’alto,
arrivava fino all’ulivo delle apparizioni e che egli
denominò “strada”. Tale fenomenologia non è nuova
nell’ambito della casistica ufologica moderna in quanto
analizzata in numerosi casi d’avvistamento. Gli autori,
attraverso la loro inchiesta, sono riusciti a determinare i
parametri della distanza del presunto “fenomeno solare”,
avvenuto il 13 ottobre del 1917, rispetto alle posizioni dei
testimoni al suolo. I due studiosi hanno scoperto che tutti
loro si trovavano all’interno di una fascia larga circa 70
metri che attraversava l’area della Cova da Iria, dove aveva
avuto luogo lo spettacolare fenomeno denominato “miracolo
del sole”. Questa fascia, orientata in direzione sud-nord,
conteneva tutti i testimoni che hanno riferito d’effetti
secondari rilevati durante il suddetto fenomeno, quando “l’oggetto
solare” (che mimava il sole) era disceso con una
terrificante parabola sopra la folla di circa 60.000 persone
presenti. Gli effetti notati all’interno della fascia
furono: 1) un improvviso ed intenso calore. 2) l’asciugarsi
istantaneo degli indumenti e del terreno inzuppati dal
precedente temporale. 3) effetti fisiologici o “guarigioni
miracolose”. Conseguenze che vennero rilevate
all’avvicinarsi dell’oggetto (lungo circa 25 metri) che
“imitava” il sole e la cui altezza da terra, secondo le
testimonianze, era pressappoco come quella di un pino.
Questi tre effetti insieme con le testimonianze sono
sufficienti a stabilire la realtà dei fatti, in quanto si
tratta di fenomeni provocati da una sorgente esterna ai
testimoni. Tali effetti demoliscono le ipotesi esplicative
del fenomeno solare in quanto risultato di una semplice
allucinazione collettiva. Come del resto anche l’ipotesi di
proiezioni d’immagini mentali caratteristiche degli stati
ipnotici o simili non calza con le varie visioni di Fatima.
Durante lo studio sugli aspetti cromatici del fenomeno
solare descritto nel ‘17 i ricercatori scoprirono, con
sorpresa, che le testimonianze dell’epoca erano
simili alle caratteristiche riscontrate nei moderni
avvistamenti UFO. In aggiunta, le manifestazioni del ‘17
descrivevano incredibilmente gli esperimenti di laboratorio
condotti dell’astrofisico Jean-Pierre Petit del CNRS
francese e Maurice Viton sull’MHD (magnetoidrodinamica)
[1], che solo
65 anni dopo hanno visto la luce. Abbiamo potuto stabilire
che a Fatima il cromatismo del sole era cambiato in
funzione del fattore d’accelerazione del fenomeno. Alcuni
ricercatori francesi in passato, fra cui Aimè Michel, hanno
spiegato il fenomeno come un fascio di gas in movimento,
generati dall’energia scaturita dall’oggetto (o fonte
ignota) ben reale sulla Cova da Iria ed i suoi credenti.
Un’altra spiegazione, molto affascinante, è quella della
possibilità che delle microonde abbiano potuto servire da
veicolo di comunicazione tra l’entità e i pastorelli.
Infatti alcuni testimoni molto vicino al luogo delle
“apparizioni” poterono sentire dei “ronzii d’api”, effetto
che è stato spesso registrato nei casi di incontri
ravvicinati, e che sono state anche rilevate nei campioni
prelevati dal biofisico americano W. Levengood nei terreni
situati all’interno dei “crop circles”.
Le microonde e il
locus coeruleus
Le proprietà delle
microonde, studiate da molti scienziati (primo fra tutti il
fisico nucleare James Mc Campbell), corrispondono
perfettamente alle manifestazioni avvenute a Fatima, di
caldo, asciugamento degli abiti e guarigioni fisiologiche. È
da notare che il classico “ronzio d’api” era sentito dai
testimoni ogni volta che i veggenti ricevevano un messaggio
dalla “Signora”, la quale, come, detto prima, non muoveva le
labbra. Sembra dunque ovvio che a Fatima sia stata
senz’altro utilizzata una gamma di microonde. I lavori di Mc
Campbell, seguiti e completati da nuove ricerche in
laboratori (come quelli condotti dall’Istituto canadese per
l’Ingegneria Elettrica ed Elettronica e dai laboratori di
Tolosa del Dipartimento di Studio e Investigazione di
Microonde - DERMO, collegato al CNES -), avvalorerebbero
l’ipotesi sul “ronzio” di Fatima. Le ricerche sulle
microonde devono permettere di verificare a livello
sperimentale gli aspetti secondari, fisici o d’altro tipo,
causati dalla presenza di un fenomeno UFO, e anche di
verificare l’influenza della sua energia sugli esseri umani
e sugli animali. Il fenomeno uditivo delle microonde ci
aiuterà a capire il “sistema di comunicazioni”, così come si
svolge durante gli incontri ravvicinati nel corso dei quali,
come a Fatima, vengono trasmessi dei messaggi laici o
religiosi. Gli esperimenti prima accennati consistono
essenzialmente in brevi impulsi di microonde trasmessi ai
cervelli d’esseri umani. I soggetti percepivano vari suoni.
La testa del soggetto era il bersaglio diretto di un’antenna
conica, installata in una stanza appositamente preparata. Il
soggetto sentiva dei “ronzii” o dei “piccoli scoppi” quando
la gamma delle microonde era compresa tra 200 e 3000 MHz con
un potenziale compreso tra 0,4 e 2mw/cm2 , con un massimo di
300mw/cm2. Se le frequenze modulate andavano da 200 a 400 Hz,
i suoni venivano percepiti, come se partissero dall’interno
del cranio del soggetto. È questa è una constatazione
abbastanza curiosa, perché a Fatima la quarta testimone
sentì le “parole dell’angelo” all’interno del suo cervello.
Ma i pastorelli, non furono gli unici a sentire i ronzii.
Molti resoconti di persone che si trovavano vicino ai
bambini al momento del contatto con la Signora contengono il
particolare del “ronzio d’api” che si poteva sentire
perfettamente quando la Signora, senza muovere le labbra, si
rivolgeva a Lucia. Particolare che non è stato mai appurato,
in quanto i due studiosi non hanno avuto il consenso dalle
autorità religiose ad interrogare l’ultima testimone ancora
in vita. È comunque chiaro che il fenomeno del “ronzio”
interessava una zona ben delimitata intorno ai tre bambini,
e che esso proveniva senza dubbio da una sorgente esterna: è
da ritenersi senz’altro parte integrante del sistema di
comunicazione tra la Signora ed i bambini. Tutto porta
dunque a credere che alla base del meccanismo di
comunicazione vi siano le microonde. Sarebbe opportuno
inoltre, secondo Fernandes, dedicarsi oltre che allo studio
del comportamento fisiologico degli esseri umani e degli
animali in relazione ai fenomeni UFO, anche all’analisi
semantica del discorso dei “contattati”, religiosi e non, di
cui l’esempio più significativo sono, i famigerati messaggi
e segreti di Fatima, con la loro interpretazione mistica. In
tale contesto occorre ricordare lo studio del dott. Claude
Rifat sulle probabili alterazioni dei messaggi e/o contenuti
stessi inerenti apparizioni UFO o mariane. Il ricercatore
francese, in un’edizione passata della rivista transalpina
“UFO phènomène”, evidenzia la funzione in tali casi del
cosiddetto locus coeruleus, rilevante centro
nervoso, preposto tra l’altro all’attività onirica, presente
nel cervello dei mammiferi. Secondo lo studioso, sarebbe
possibile che le radiazioni o le fonti energetiche legate
agli UFO interagiscano con le funzioni cerebrali grazie alla
propagazione di microonde. Pertanto, l’alterazione o
l’adattamento dei messaggi prodotte dal subconscio del
testimone (in base al proprio livello culturale, credo
religioso ecc.) sarebbero il semplice effetto di
un’interferenza esterna con tale area cerebrale. A questo
punto, però, dopo aver effettuato un'escursus sugli eventi
di Fatima e sui vari risultati delle inchieste condotte in
tutti questi anni, ci sembra doveroso, grazie anche al
contributo personale fornitoci dal dott. Fernandes,
riportare anche se sinteticamente quanto è noto sulla quarta
testimone.
La quarta veggente e
il piccolo telepatico
Nel libro “Messaggio
di Fatima”, il cui autore è Padre Don Luciano Guerra, già
parroco del santuario di Fatima, possiamo leggere: “1917:
apparizione di un angelo a una certa Carolina di 12 anni e
ad una piccola di Espite”.
Ora, Lucia non ha
mai fatto riferimento al dialogo con l’Uraniana, una delle
prime definizioni con cui la veggente indicò la “signora” -
termine che deriva da Uranos (divinità greca che
personificava il cielo) - in quanto essa stessa le aveva
affermato di venire dal cielo. Nel 1947 il futuro vescovo di
Viseu, Don José Pedro da Silva, forse trovando strano questo
silenzio, chiese direttamente alla veggente: “La zia Maria
da Capelinha (della Cappellina) così chiamata, afferma nella
sua deposizione ufficiale, che sua figlia Carolina aveva
visto un angelo passeggiare nella Cova da Iria e che chiese
loro di dire tre Ave Maria, dopo, aveva chiesto alla sorella
che chiedesse alla Madonna cos’era “quello” e che la
sorella, nelle piccole Valli, aveva chiesto alla Madonna
ottenendo la risposta che era un angelo...che c’è di vero in
questo?” Lucia rispose: “Non lo so, non mi ricordo niente”.
È strana questa risposta - afferma Fernandes - della
veggente: non si ricorda niente? Eppure si ricorda di
discorsi lunghi e segreti interminabili, con termini che
all’epoca non conosceva? O quel particolare su ciò che il
vescovo suggerì descrivendolo con il termine “quello” è
stato eliminato dal cervello di Lucia?”. La deposizione
ufficiale alla quale si riferisce D.José Pedro da Silva si
trova nel documento conosciuto con il nome “Interrogatorios
oficiales” del 1923. Fu redatto dal Visconte de Montelo e
comprende la seguente frase, nel testo integrale: “Nelle
piccole Valli, Lucia chiese alla Madonna, su richiesta del
testimone (zia Maria) se la Madonna era apparsa a
qualcun’altro nella Cova da Iria e la Madonna rispose che
non era lei bensì un angelo, il volto che Carolina, la più
giovane delle figlie della testimone, di 12 anni, e che la
piccola di 7 anni di Espite, avevano visto il 28 luglio,
vicino all’olivo. L’angelo era basso, molto bello, con i
capelli biondi, volto che Carolina vide, dopo, sopra
l’olivo”. “In realtà - spiega Fernandes - la
documentazione ufficiale di Fatima c’indirizza alla visita
di altri esseri alla Cova di Iria, oltre alla Madonna, e ci
parla di più veggenti oltre ai tre già conosciuti. Per
questo consideriamo Carolina la quarta veggente di Fatima la
quale ha vissuto tutti questi anni nel più completo oblio e
anonimato. Ci ha dichiarato che nessuno, nemmeno qualche
sacerdote, l’ha interrogata prima di noi. Ne ha parlato solo
in casa a sua madre e ai fratelli. E se il Canonico Formigâo
non avesse invitato sua madre a deporre, la sua
testimonianza sarebbe andata completamente persa.
L’anonimato, intanto, le ha portato dei vantaggi: se
avessero prestato attenzione al suo racconto, sarebbe stata
infastidita dalla venerazione dei credenti ed è anche
possibile che l’avrebbero mandata in convento come successe
con Lucia. Invece, Carolina si è sposata e, pur non avendo
avuto figli, ha avuto molte sorelle e nipoti. La sua
esistenza è stata normale, senza bisogno di sacrifici
esagerati per aiutare i peccatori, com’è accaduto agli altri
veggenti. Per parlare con lei, non è stato necessario
chiedere l’autorizzazione del vescovo della diocesi.
Naturalmente abbiamo registrato tutta la sua deposizione,
effettuata il giorno 22 luglio 1978, la mattina di un sabato
pieno di sole. Viene qui pubblicato nella versione
integrale, eccetto le ripetizioni inutili”. “Io abitavo
lontano - dichiarò Carolina - stavo andando a
controllare un gregge al posto del padrone. Il padrone del
gregge chiese a mia madre il permesso di lasciarmi andare a
casa sua finché avesse trovato un guardiano per le pecore.
Mia madre mi lasciò andare. Quell’uomo aveva una cameriera
che veniva dalle parti di Coimbra. Una ragazzetta che andò
là per farsi insegnare da me le pulizie. Un giorno ci
sedemmo a controllare il gregge, che era molto tranquillo
dato il caldo. Passò un carro con delle bestie che andava a
nord. Era il giorno di una fiera su a nord, da Santa
Caterina in su. Dato che il gregge era calmo, dissi alla
ragazza: “Conceicâo, andiamo su fino alla strada (le pecore
erano in una valletta) per vedere se il carro va oltre la
Cova da Iria”. Andammo là, l’osservammo e il carro andò
verso nord. Dopo dissi: “Conceicâo, torniamo indietro adesso
perché il gregge può combinare qualche guaio e il padrone è
molto irascìbile”. Mentre passavamo, abbiamo guardato
l’olivo che stava lì, che era circondato da un muretto che
mia madre aveva costruito per proteggerlo dal vento e
abbiamo visto una
“bambina” di circa 8, 10 o forse12
anni che entrava nel piccolo recinto di pietre e camminava
avanti e indietro: aveva un vestito bianco, i capelli biondi
lunghi fino alle spalle. Io sentivo dentro di me una voce
che mi ripeteva continuamente: “Vai lì e dì tre Ave Maria.”
Così dissi all’altra ragazza: “Tu non senti niente? Non
senti una voce dentro di te?” “No, non sento nulla”. Poi
siamo tornate dal gregge e abbiamo visto che non si era
spostato e che era ancora tranquillo, così io ho detto a
Conceicâo: “Torniamo a vedere se la gente vede la stessa
cosa”. Ma quando siamo tornate nello stesso punto dove
avevamo visto la “bambina” vedemmo un’immagine sopra
l’olivo. Non so se era la stessa cosa che avevamo visto
prima ma quando lo hanno chiesto a Lucia e lei lo ha chiesto
alla Madonna che rispose di non era stata Lei ad apparirmi
ma un angelo. Anche l’immagine continuava a ripetermi di
dire tre Ave Maria là sotto quell’albero ma non mi ricordo
se l’ho fatto...ero preoccupata per il gregge e così io e
l’altra ragazza siamo tornate dalle pecore”.
L’apparizione avvenne verso le 9.00 le 10.00 del mattino.
L’Operazione Fatima
“Sono stati
necessari - afferma Fernandes - 61 anni per trovare e
confermare l’esistenza di un testimone vivo, disponibile,
per la dimostrazione della nostra tesi: la presenza a Fatima
d’esseri antropomorfi, modernamente associati agli UFO, come
loro operatori o intermediari. Questa testimone ignorata,
forse di proposito, si è dimostrata fonte d’indizi che ci ha
aiutato a ricostruire il vero scenario del fenomeno,
isolandolo dalla sfera religiosa nella quale fu costretto.
Da ciò deriva che, per la sua natura, l’esperienza di
Carolina e della giovane d’Espite dovesse rimanere nel quasi
completo anonimato di una semplice deposizione, lontano da
tutto e da tutti, neutralizzata dalla sua “incongruenza”.
Alla fine, siamo riusciti a passare da questa discreta pista
alla testimonianza orale della quarta veggente che
confermava tutto l’insieme universale delle osservazioni di
questo tipo di esseri, poco alti. E soprattutto, perché ci
dà la conferma anticipata dei costanti scritti nell’Operazione
Fatima: della manipolazione mentale, sperimentata dalla
principale testimone del 28 luglio 1917. Questa
manipolazione o ordine mentale, è un elemento attuale in
molte delle osservazioni catalogate negli incontri
ravvicinati del 3° tipo.
Il bambino
che Carolina e l’amica videro passeggiare vicino all’ulivo,
luogo delle apparizioni della Madonna nel tredicesimo giorno
del mese, non è tanto insolita negli annali dell’ufologia,
come lo è stato, all’epoca, per i sacerdoti incaricati di
registrare l’importante deposizione. Un essere alto come un
bambino, con i capelli biondi lunghi fino alle spalle,
vestito di bianco, dell’apparente età di circa 10 anni. Un
bambino la cui proprietà fondamentale sembra essere
quella d’impartire ordini mentali alla testimone. “Va là e
recita tre Ave Marie”, una frase insistente, che cercava di
condurre Carolina vicino all’olivo: qual’era il fine? “Una
voce dentro di me”, tale era la sensazione assurda,
ripetutamente sentita e sottolineata dalla Carreira. Tale
sensazione non è inconsueta, ma si tratta, di una vera e
propria manipolazione mentale, così com’è intesa nel
discorso sugli incontri e i contatti con entità associate
agli UFO. Da ciò, l’importanza della diversità
dell’esperienza descritta e andata quasi persa”. Tra l’altro
proprio in merito a quanto appena detto è alquanto
illuminante la citazione che Fernandes fa al fine di
corroborare l’ipotesi aliena, di alcuni casi citati
dall’inquirente brasiliano
Prof. Jader U. “Pereira nel suo studio ufologico comparativo
ed analitico sulla morfologia ed il comportamento degli
esseri alieni registrati negli incontri ravvicinati del
3° tipo.
Pereira – scrive Fernandes - ha riassunto, a proposito dei
comportamenti delle entità extraterrestri, sei casi di
telepatia e sette di manipolazioni mentali su testimoni
umani.
Quest’ultime si sono
verificate spesso nel corso degli anni. Dal Teerâo, nell’Irâo,
il 13 ottobre del 1954, passando per Indian Head, negli USA,
il 19 settembre del 1961, fino a S.Lorenzo, in Argentina, il
30 luglio del 1968. Altri casi di “condizionamento mentale”
vengono ancora tenuti in considerazione da questo
investigatore, anche se tramite altri mezzi. Ma, oltre a
ciò, neppure la descrizione come “angelo” viene usato
esclusivamente nel contesto religioso di Fatima. È curioso
che, in un altro caso tipico di comunicazione mentale
avvenuto in Garganta la Olla, presso Cáceres (Spagna) nel
1934, un’anziana donna adoperò un’identica espressione per
definire un piccolo essere vestito di un abito luminoso che
aveva incontrato. Questa donna stava lavorando nei campi
quando, vedendo quest’essere avvicinarsi ad un precipizio lì
vicino, ebbe la sensazione di una voce nella sua mente che
le diceva di andare a casa, perché era nata sua nipote.
Incamminandosi verso l’essere, lo vide correre e scomparire.
Arrivata a casa, l’anziana signora ebbe la conferma di aver
capito correttamente. Battezzarono così la neonata col nome
di Angela, perché pensarono che la notizia della sua nascita
gli fosse stata portata da un messaggero di Dio. La sua
azione, come vedremo “conduce la testimone che subisce
l’ordine mentale, a compiere movimenti e azioni anche
contrarie alla sua volontà. E che cos’é la “voce interiore”
di Carolina se non la traslazione di questa manipolazione
extra-sensoriale? L’ordine impartito dal “bambino biondo” di
Fatima era estraneo alla volontà della testimone. Quali
erano le vere intenzioni del piccolo essere?”.
I “bambini
biondi” di Magonia
Prima del 1917 e
dopo, come giustamente gli autori evidenziano, i piccoli
esseri dotati di poteri sovrannaturali sono frequenti nella
memoria dei popoli che, costantemente, li registrano nella
mitologia popolare, dove il razionale si trasforma e diventa
un messaggio simbolico, cifrato. Diventa, quindi, difficile
fare un accostamento tra i piccoli esseri che convergono dai
racconti dell’ufologia, dai particolari più o meno
tecnologici, e le creature che fanno parte di ciò che
Jacques Vallée chiama “Magonia”, un universo tanto
inattendibile quanto tutti gli universi possibili,
responsabili degli UFO dei nostri giorni. Almeno, per
adesso, ritornando a Vallée, vediamo che questi divide i
suoi nani in due categorie: le creature negroidi identiche
agli gnomi medioevali e le creature che corrispondono alle
descrizioni degli elfi del Medio Evo i delle “storie di
fate” presenti nel folcklore di tutte le latitudini. Per i
due studiosi portoghesi questo stereotipo, biondo e
telepatico, ricorda anche un’altra figura mitologica
dell’Età Media: Oberon, era una creatura simile, cantata da
Alfred de Vigny. “Era bello come il sole d’estate,
telepatico (in quanto era in grado di leggere nel pensiero)
si spostava istantaneamente e non invecchiava mai. Anche “Lutino”,
un piccolo essere, viene descritto nelle leggende come un
essere dagli “abbondanti capelli biondi”.
La stessa
archeologia fornisce ulteriori prove della sua esistenza
nelle rovine dell’America latina e, propriamente, di Cuzco,
in Perù (uno dei luoghi prediletti dagli UFO). Nella stessa
zona, il 20 agosto 1965, vengono avvistati dei nani, mentre
escono da un oggetto a forma di disco. A sua volta, il
governatore di Santa Barbara - sempre in Perù - ha
dichiarato solennemente di aver visto due piccoli esseri,
mentre camminavano sulla neve, nel settembre del 1965.
Scomparvero nel mezzo di un rumore assordante. “Lo
stereotipo del “bambino” biondo – affermano gli autori - che
sia gnomo del folcklore, occupante del primo tipo, umanoide
del terzo tipo o sottotipo del secondo tipo, si protrae nel
tempo, senza età. Fatima non è sconosciuta neppure là e non
abbiamo bisogno di uscire dal nostro rettangolo
continentale. Basta sentire quello che dice la gente del
paesino di Malcata, in provincia di Sabugal. Lì, invece di
“bambini biondi” sono i moretti incantati che giocano sulla
riva del fiume Côa. Piccole creature che, secondo le
espressioni locali, erano “meravilgiosi” e la loro presenza
era interpretata come preannuncio di ricchezza nel
sottosuolo. In questa breve rassegna di apparizioni, di
esseri forse più immaginari che reali, rimane costante la
somiglianza tra Oberon, il “moretto” di Malcata e il
“bambino biondo” di Fatima. Esseri forse di altra natura, ma
ben concreti nella loro diversità. “Non umani” per gli
umani? Non lo sappiamo. Ma molto più vicini a noi di quello
che potremmo supporre. Quindi, il “bambino” di Carolina non
può che rappresentare una prova dell’esistenza dei non
identificati e della loro presenza a Fatima”.
Classificazione
degli “esseri celesti” osservati a Fatima
Pure la morfologia
degli alieni, per quanto riguarda l’altezza, è fonte di
studi statistici. Sarà interessante prendere in esame alcuni
dati riferiti dall’investigatore spagnolo Vincent-juan
Ballester Olmos, che Henry Durrant inserisce nella sua opera
già citata. Su 15 casi con riferimenti all’altezza degli
umanoidi osservati nella penisola iberica, Ballester Omos
riferisce che 10 di essi (cioé i 2/3) erano di altezza
decisamente inferiore a quella normale, anche meno di 1
metro e mezzo. Il fisico nucleare James McCampbell, autore
di uno dei migliori riassunti scientifici sugli UFO,
analizzò i dati sull’altezza degli esseri avvistati in 217
casi del catalogo “Magonia” di Vallée, verificando che, in
119 casi, gli esseri osservati venivano definiti,
quantitativamente e qualitativamente, come nani. Anzi, la
maggior parte di tali entità di bassa statura rientravano in
un gruppo compreso tra i 70 centimetri e il metro e 30, ben
al di sotto dei limiti della normalità per gli esseri umani.
Ricordiamo anche
l’analisi fatta da Gordon Creighton, specialista britannico,
sul luogo dell’atterraggio in America del Sud, nel 1960. Su
51 casi, 10 si riferiscono a “piccoli uomini” e 12 a entità
alte circa 90 centimetri. Olmos, comparando i casi riassunti
da Pereira e quelli del catalogo di Vallée, ha stabilito il
seguente quadro:
|
Quadro VII |
|
INVESTIGATORE |
CAMPIONE |
INTERVALLO |
PERCENTUALE |
|
Jader
Pereira |
230 casi |
fino a
1,60 metri |
63 |
|
Mc
Campbell |
217 casi |
fino a
1,60 metri |
55 |
Definite le
caratteristiche speciali di un certo numero di entità
presenti nella fenomenologia delle “apparizioni”, prendendo
in considerazione i vari gruppi degli esseri rintracciati
nei moderni avvistamenti UFO, i due studiosi portoghesi
sintetizzano gli attributi dell’angelo di Lucia e
dell’angelo della 4˚ veggente, Carolina.
|
"Angelo" di Lucia |
"Angelo" della 4°
veggente |
|
giovane, 14 anni circa |
giovane, 10 anni circa |
|
alto 1.30/1.40 |
alto 1.10/1.20 |
|
abito bianco e luminoso |
abito lungo e bianco |
|
carnagione chiara |
carnagione chiara |
|
capelli lunghi fin sulle spalle |
capelli biondi, lunghi fin sulle spalle |
|
trasparente, dalla sagoma perfettamente definita |
corpo ben definito |
|
evanescente (in un caso) |
/ |
|
spostamento aereo |
spostamento a terra |
Ricorrendo
nuovamente alla classificazione di Pereira, ai tre tipi
principali e alle rispettive varianti selezionate, si può
notare come l’integrazione tra di essi degli “esseri
celesti” avvistati nella Cova da Iria sia sicuramente
ammissibile, in modo da risultare che, a giudizio dei due
studiosi, il tipo 3 sottotipo 2, possa identificarsi meglio
nel caso dell’angelo della 4˚ veggente, mentre il tipo 2,
sottotipo 3, potrà adattarsi meglio all’angelo di Lucia.
Alla luce di quanto finora esposto è più che lecito asserire
che gli eventi registrati a Fatima in quel lontano 1917 di
“miracoloso” e religioso hanno ben poco in quanto presentano
evidenti e a dir poco sconcertanti similitudini con la
fenomenologia UFO. Ma degli interrogativi sorgono lo
stesso: perché il regista di quei “prodigiosi” fenomeni
celesti oltre ad assumere sembianze “divine” avrebbe poi
promosso tutta una serie di messaggi, esortazioni alla
preghiere o dal contesto tipicamente religioso nonché
reiterati moniti apocalittici al genere umano? Non ultimo il
famigerato “Terzo Segreto”? Inoltre, apparire alla massa di
fedeli sotto l’aspetto di manifestazione “divina”
adattandosi pertanto al credo
religioso (cattolico nel caso in questione) quali finalità
cela? Tali manifestazioni hanno un’intenzione benevola tesa
al rinsaldamento della fede religiosa o comunque alla
trasmissione
d’insegnamenti edificanti e di moniti contro tendenze
autodistruttive consustanziali alla natura umana? Oppure
celerebbe ben più oscure e subdole manipolazioni delle
coscienze tese ad una sorta di “asservimento subliminale”
psichico dell’essere umano? Diversi sono gli interrogativi a
cui occorrerebbe dare una risposta (su cui in futuro mi
riservo di occuparmene) ma che di certo aprono in maniera
inquietante l’intera vicenda di uno dei più importanti
eventi della religione Cattolica ritenuto interamente
svelato!
-------------------
[1] La
magnetoidrodinamica (MHD) (da magnetohydrodynamics),
è la disciplina che studia la
dinamica
dei fluidi elettricamente conduttori. Tra questi si
annoverano i
plasmi,
i metalli liquidi, e l'acqua
marina. La parola
magnetoidrodinamica deriva da “magneto-“ (riferita al
campo
magnetico), “idro-“
(riferita ai
fluidi)
e
dinamica
(che significa movimento). La disciplina della
magnetoidrodinamica fu studiata da
Hannes
Alfvén, per cui ricevette
il
premio
Nobel nel
1970. |